Musica

La musica è tra le arti quella di più quotidiana fruizione, dunque quella più a rischio di consumo superficiale.
Tuttavia arte è e arte rimane, e in quanto tale può e deve essere analizzata collocandone le opere nel tempo e nello spazio e cercandone cause ed effetti.
Questo è ciò che ci si propone di fare nella sezione musica, dove si vogliono trattare album, brani o artisti considerati, per un motivo o per l’altro, notevoli, spaziando da capisaldi riconosciuti ai più recenti aggiornamenti, fuggendo tanto il pigro rifiuto della novità quanto le suggestioni di una pretenziosa iconoclastia.

Spiderland: la ragnatela di un capolavoro

La musica, come è noto, la si percepisce in maniera diversa a seconda del periodo in cui la si ascolta.

Un disco o anche una sola canzone possono assumere una rilevanza particolare se sentiti durante un momento della vita dell’ascoltatore particolarmente adatto al mood di questi brani o sensibile ai temi trattati in essi.

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Hurt, due volti di uno stesso dolore

Realizzare una cover è generalmente il primo step della carriera di un musicista,

è infatti molto più facile replicare una canzone già esistente piuttosto che produrne una propria, come d’altronde è più semplice coinvolgere un pubblico con un brano già noto invece che con un inedito. Fare una cover è facile, ma realizzarne una capace di reggere il confronto con l’originale o addirittura di superarlo è un’arte per pochi, che richiede un’originalità ancora maggiore che per una canzone autografa. In una grande cover infatti l’artista deve rendere personale la canzone interpretata, incanalando la propria proposta artistica in un brano scritto non da lui, ma che diventa di conseguenza suo, scrollandosi di dosso l’ombra dell’originale.

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Hoops ‘n bars, seconda parte

Nuova domenica, nuovo articolo, secondo episodio di Hoops ‘N
Bars: non starò ad annoiarvi facendovi percorrere di nuovo il filo
ideologico che collega musica HH e palla a spicchi, che ho trattato
nella prima parte, quindi lascio voi lettori direttamente a 5 nuove barre che raccontano storie dal mondo NBA.

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Hoops ‘n bars: quando NBA e musica Hip Hop si incontrano

Come ho avuto modo di constatare di persona nell’avanguardistico Barclays Center di Brooklyn, la prima cosa che colpisce accomodandosi ai propri posti in un palazzetto di basket a stelle e strisce, dopo l’atmosfera generale e la lucentezza ipnotica del parquet, è proprio la colonna sonora a prevalente tema rap/trap in attesa dell’inizio della partita: tutto meno che raro sentir risuonare dalle casse dell’arena un ipnotico ritornello di Travis Scott, l’ennesima hit da Billboard di Dababy o, in tempi più recenti, il beat di colpo così triste di “Dior” del compianto Pop Smoke gustandosi un hot dog comprato poco prima e guardando i giocatori iniziare il riscaldamento.

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Da Orwell a Waters: Animals tra protesta e letteratura

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Questo leggeva Roger Waters, cantante, bassista e mente creativa dei Pink Floyd, nelle ultime pagine de La fattoria degli animali di George Orwell, romanzo che si rivelerà un’importante fonte d’ispirazione nella creazione del successivo album della band, Animals, che uscirà nel 1977.

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Pop Smoke e l’avvento della UK Drill

Quando si parla di Pop Smoke, si fa probabilmente riferimento all’artista più innovativo dell’ultimo anno all’interno del panorama musicale statunitense ed internazionale. Mi rendo conto io stesso che sarebbe inutile scrivere di ciò che è stata la sua vita, cosa che non avrebbe senso date le numerose pagine presenti in internet che già trattano della sua biografia in maniera ineccepibile. Ciò su cui invece mi sento in dovere di porre l’attenzione è senza dubbio il grande carattere innovativo della sua produzione musicale, del tutto degna di nota.

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Rock and Roll can never die: …Like Clockwork

Al giorno d’oggi il rock è spesso visto come un genere decadente, se non addirittura morto, incapace ormai di produrre i capolavori di un tempo per via della poca creatività delle band storiche e della mancanza di nuove proposte. I più critici verso il genere tendono a essere proprio i suoi ascoltatori, che, non trovando o forse non volendo trovare progetti interessanti tra le uscite più recenti, finiscono per rifugiarsi nostalgicamente nei grandi classici.

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C’era una volta a Seattle

Sono poche le correnti musicali a poter vantare un’importanza simile a quella avuta dal grunge nei primi anni ’90, periodo in cui questo movimento tipico di Seattle conquistò il mondo con le sue chitarre distorte, la sua attitudine anticonformista e le sue camicie di flanella.

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In Rainbows – Radiohead

È il 2007 quando i Radiohead decidono di rilasciare In Rainbows, il loro settimo album in studio, la cui uscita è accompagnata dallo scetticismo del mondo della musica.

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