
“L’Esorcista”: il Male contro il Male
L’esorcista è un film che, oltre a spaventare, affronta temi morali e umani. Nonostante le scene horror siano limitate, il film crea un senso di terrore attraverso una rappresentazione realistica del male.
Da quel lontano 1895 in cui il treno dei fratelli Lumière arrivava alla stazione di La Ciotat ne è passata di acqua sotto i ponti. Il pubblico ha conosciuto ladri di biciclette, esorcisti, hobbit, belle addormentate nel bosco, ma anche supereroi, agenti segreti e comici. Il digitale ha preso il posto della pellicola, il 3D ha fatto vedere che esisteva una dimensione in più e il Cinema tutto si è affermato sia come forma d’arte che come industria, cambiando il teatro e inventando la televisione. Ma una cosa non è mai cambiata: la magia. La magia che solo il buio della sala, quando lo schermo sta per accendersi o gli attori stanno per entrare in scena, è capace di regalare allo spettatore. Una magia che anima questa sezione, ben sapendo che dietro ad ogni film, ogni opera teatrale, ogni serie tv c’è stato del lavoro e che di ognuna vale la pena parlarne (anche male, se necessario). Perché il Cinema è una materia che può parlare a tutti e di tutto, è la materia “di cui sono fatti i sogni”.

L’esorcista è un film che, oltre a spaventare, affronta temi morali e umani. Nonostante le scene horror siano limitate, il film crea un senso di terrore attraverso una rappresentazione realistica del male.

“Fight Club” è una montagna russa mascherata da filosofia — il tipo di montagna russa in cui alcuni finiscono per vomitare mentre altri non vedono l’ora di salirci di nuovo

Era il 1994 quando Luciano Ligabue pubblicava l’album da cui è stato mutuato il titolo di questo articolo, ma in questa sede non si parlerà di musica, bensì si cercherà di analizzare il modo in cui tre registi e altrettanti film hanno messo in scena quella che forse è la paura più atavica e profonda dell’uomo: la fine del mondo, appunto.

A chi frequenta abitualmente il panorama Netflix, e più in generale quello del cinema italiano, sarà certamente capitato di imbattersi nella locandina del nuovo film di Sydney Sibilia: “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”.

Guardando Amarcord si ha come l’impressione di avere tra le mani una di quelle palle di vetro con la neve che fiocca quando le si scuote; si prova la stessa soffusa tenerezza. Eppure questo film è tutt’altro che un giocattolo di intrattenimento.

Lo scorrere del tempo è inevitabile.
La vita può anche essere definita come una successione di eventi scanditi da questa misteriosa dimensione.
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